Appunti
per un’omelia sulla morte

s.d.; ms. originale su carta “farmacia”, pp. 3, AGP, b. III, fasc. 42.

Stasera debbo parlarvi della morte. Non voglio con questo farvi spavento col parlarvi di teschi o di scheletri. No, voglio farvi pigliar coscienza dell’importanza del momento che passa.

Mentalità corrente

Superficialità: l’attenzione è presa da pubblicità, cinema, tv, rotocalchi, fotoromanzi, fumetti, notizie di scoperte, viaggi turismo.

L’uomo un “estroverso”

Non c’è posto per un pensiero serio

La morte?!… tocca ferro

Alla notizia della morte di qualcuno: Poveraccio, così giovane, così bello, intelligente, un avvenire così splendido!

Pochi si domandano: ha ricevuto i Sacramenti? Sarà morto in grazia di Dio?

E’ questo l’essenziale: morire in grazia.

Il vangelo….

Che giova all’uomo….?

State pronti perché non sapete né il giorno né l’ora.

Quando?

Come? Perciò sempre pronti.

Ma neanche se dovete morire tra cento anni: tale morte quale vita.

Perciò dobbiamo vivere in grazia,

è questo il segreto per non aver paura della morte, per non morire,
il segreto per saperla affrontare con coraggio, con gioia anzi,
è morire durante la vita,
mortificarsi, sapersi distaccare
cioè saper vivere tendendo verso il cielo.
La morte è l’inizio di una nuova vita.

Dopo la morte il giudizio.
Il Vangelo ci descrive il giudizio universale

Inferno            privazione di Dio

rimorso

odio

supplizi

il generale Rostopchin, il conte Orloff

Il Paradiso       il godimento di Dio

                        Il soddisfacimento delle nostre facoltà umane

                        Eterno colloquio pieno d’amore con Dio

Fratel candido a Milano

Amare Dio-parlare con Dio fin d’adesso

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