Campi Estivi Vocazionali
Premessa

Cassette audio e testo delle sbobinature in AGP, b. IX Campi Vocazionali

È necessario che il lettore di queste pagine sappia da dove provengono queste riflessioni di P. Puglisi. Nell’estate del 1983, dopo l’esperienza della mostra vocazionale diocesana che aveva riscosso tanto interesse tra i giovani delle scuole superiori (tre mila giovani), p. Puglisi volle tenere il primo campo scuola per iniziare con metodo un itinerario di formazione vocazionale. (Sulla mostra vocazionale è stata fatta una tesi di laurea da Oliveti Rosalia presso la Scuola di Servizio Sociale S. Silvia dal titolo Valori giovanili a Palermo che esamina i pensieri rilasciati dai giovani visitatoti).

E così in ogni estate i giovani si recavano in vari luoghi particolarmente suggestivi dove impiantavano un campo da autogestire sia per la preparazione del cibo sia per la pulizia dei locali. Il campo durava una settimana. Nella stessa estate si potevano tenere più campi scuola per facilitare la partecipazione al maggior numero di giovani. A questi campi vocazionali parteciparono circa un migliaio di giovani.

Il primo campo era riservato ai ragazzi adolescenti e veniva tenuto separatamente tra ragazzi e ragazze, poi invece il campo seguente era misto. Il cammino vocazionale continuava anche durante l’inverno con cadenza quindicinale. Lo scopo degli incontri era triplice: preghiera, riflessione, condivisione (comunicazione, fraternità, servizio).

Le relazioni che qui riportiamo furono registrate da Agostina Aiello, assistente sociale missionaria, e sbobinate da Mario Del Monte, Alberto Mercurio, Nancy Badalamenti, giovani che partecipavano ai campi estivi e che diventarono in seguito collaboratori nella gestione dei campi.

I giovani che partecipavano ai campi in genere non avevano fatto scelte chiare sul piano della fede. Pertanto, la preoccupazione di P. Puglisi era quella di esporre in modo chiaro la fede cercando di adattarsi alla mentalità e alle categorie dei giovani.

I campi scuola sono un esempio di come i giovani possono fare un cammino di fede in chiave vocazionale, un esempio da proporre all’intera diocesi, sia alle parrocchie sia ai gruppi e movimenti giovanili.

Queste riflessioni che siamo riusciti a trovare sono alcune delle tante che P. Puglisi propose ai partecipanti dei campi scuola del Centro Diocesano Vocazioni. In particolare, esse sono tratte dall’esperienza con un gruppo di ragazzi dell’età compresa fra i 14 e i 18 anni. I temi dei campi si inserivano in un progetto vocazionale rispettoso di un cammino personale che P. Puglisi traccia in una sua relazione all’incontro con i direttori dei CDV d’Italia nel 13-12-89. P. Puglisi articolò in 7 campi scuola l’itinerario formativo di un gruppo vocazionale tipo:

  1. Sì, ma verso dove?
  2. Essere con…
  3. Ecco l’uomo: il Cristo.
  4. Seguire Gesù sulla via delle beatitudini.
  5. Signore, insegnaci a pregare.
  6. L’eucaristia culmine e fonte della vita cristiana.
  7. Il discepolo.

Non sempre nei campi scuola relazionava P. Puglisi, a volte anche i ragazzi, indirizzati dal padre si preparavano alcune tematiche.

Le relazioni che riportiamo fanno parte di questi campi scuola:

1) Che senso ha la mia vita? Introduzione
Qual è il senso della vita dell’uomo

2) Essere con…

  • Vocazione
  • Io e il padre, io e…
  • L’amicizia.
  • Il concetto di “agape”. La famiglia. Il dialogo.

3) Ecco l’uomo: il Cristo. L’uomo di Nazareth.

4) Seguire Gesù sulla via delle beatitudini.

  • Essere poveri…
  • Beato chi costruisce la pace
  • Assetati ed affamati di giustizia
  • Persecuzione e gioia

5) Signore, insegnaci a pregare.

  • Come pregava Gesù.
  • Condivisione e perdono.

6) Il discepolo

  • Il discepolo testimone di speranza

 

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