Intervista all’Arcivescovo di Palermo
su Padre Pino Puglisi e sulla venuta di Papa Francesco

24/07/2018 dal sito www.papafrancescoapalermo.it

Intervistatore – In Compagnia dell’Arcivescovo di Palermo Monsignor Corrado Lorefice, le vorremmo proporre due domande.
Don Pino Puglisi ha messo a frutto la sua vocazione presbiterale nel servizio al territorio parrocchiale che gli era stato affidato, non crede Eccellenza che oggi ci sia il rischio di trasformare Puglisi in una sorta di paladino dell’antimafia? Piuttosto che riconoscere in lui una missione nel fare il sacerdote nell’ordinarietà della vita, senza omissioni, ancorato a Cristo, e fiero di appartenergli e di amarlo nella sua gente.

Arcivescovo – Questo senza dubbio. Non si potrebbe capire la figura di Don Pino se non la inquadriamo nell’arco del suo ministero, che a me piace dire “dalla montagna al mare, da Godrano a Brancaccio”, ed è lì che noi prima di tutto incontriamo Pino Puglisi come un grande formatore, un grande educatore.
E quello che è accaduto a Brancaccio, cioè la sua capacità di una proposta che raggiunge soprattutto le nuove generazioni, è la conseguenza di tutta la sua impostazione di un ministero di donazione alle nuove generazioni perché potessero avere sempre di più consapevolezza di vivere nella libertà dei figli di Dio.
E da questo punto di vista è chiaro che quella è la vera opposizione ad ogni mentalità ad ogni cultura e a ogni struttura mafiosa.
Da questo punto di vista certamente che è stato una grande voce che ha creato problemi in un periodo, come quello degli anni 90 soprattutto in quel 1993, dove la mafia aveva bisogno anche di dimostrare la sua potenza.
Ma la sua opposizione alla mafia nasce senza dubbio dalla sua identità presbiterale, dal suo ministero vissuto con una grande donazione, perché noi ricordiamo che Pino Puglisi è l’amante del Vangelo, innamorato del Vangelo, che, se arriva nella vita degli uomini, arriva sempre come una proposta di liberazione, è una proposta che raggiunge tutto l’uomo

Intervistatore – Quale apporto offrirà il Santo Padre Papa Francesco alla città di Palermo con la sua visita?

Arcivescovo – Beh innanzitutto penso che proprio ci confermi nell’entusiasmo del Vangelo. C’è una Chiesa, come quella di Palermo, … è una Chiesa che al cuore di questa isola che ha realmente la gioia di condividere un Vangelo, che ha la capacità di fare una proposta di vita globale, ha la capacità di incidere nella interezza della vita degli uomini. E qui c’è tutto il messaggio di Papa Francesco nella “Evangelii gaudium”.
Il Vangelo, se i cristiani hanno la gioia di condividerlo, non può non avere anche una ricaduta sociale. E penso che il Papa ci viene a confermare perché la nostra Chiesa palermitana, coinvolta nell’annuncio del Vangelo, sia un segno un segno che contribuisce a trasfigurare questa nostra città. E direi guardando a tutte le esigenze in questo momento anche dell’intera umanità del mondo intero.
Non dimentichiamo che il papa viene anche al cuore del Mediterraneo e in questo momento la Chiesa non può che essere lucida nell’annuncio del Vangelo che ci dice che ogni uomo è una immagine di Dio, che ogni uomo e la persona umana va rispettata sempre nella sua libertà, nella sua dignità, e penso che sarà per la Chiesa palermitana un momento di grande ricchezza.

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